Chi sono i Toraja?

Chi sono i Toraja?

Chi sono i Toraja?

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Celebes o Sulawesi è un'isola dell'Indonessia situata a est di Borneo, a sud delle Filippine e a nord-est di Giava. Con una superficie di 174.600 km², è la quarta isola più grande dell'arcipelago (

27 febr. 2019

Celebes o Sulawesi è un'isola dell'Indonessia situata a est di Borneo, a sud delle Filippine e a nord-est di Giava. Con una superficie di 174.600 km2, è la quarta isola più grande dell'arcipelago (e l'undicesima isola più grande del mondo) ma la sua popolazione (17,4 milioni di abitanti nel 2010) rappresenta solo il 7% della popolazione del paese. Il suo rilievo, piuttosto accidentato, è principalmente ricoperto di foresta tropicale. I navigatori portoghesi sono i primi a riferirsi a questa isola chiamandola "Celebes", mentre il suo nome Sulawesi probabilmente proviene dalle parole Sula (isola) e Besi (ferro), minerale raro nell'arcipelago indonesiano e di cui il sud dell'isola è ricco.

Nel cuore delle montagne del sud dell'isola vive un gruppo etnico affascinante chiamato Toraja. La loro popolazione è di circa 650.000 persone, di cui 450.000 vivono ancora nel distretto di Tana Toraja (la terra dei Torajas). La stragrande maggioranza di loro pratica la religione protestante o crede nell'animismo chiamato Aluk To Dolo (la Via degli Antenati). Il termine "Toraja" proviene dalla lingua Bugis (etnia delle coste) e significa "Popolo delle Terre Alte".

La società tradizionale Toraja

Chi sono i Toraja?

Regione magnifica, con paesaggi di montagne impressionanti dove le vallate sono tappezzate di risaie e una vegetazione lussureggiante, e dove l'architettura delle case in bambù e legno, come le prore di giganteschi velieri, sono ricoperte di sculture e incisioni con motivi unici. La società tradizionale Toraja attribuisce grande importanza alla famiglia: ogni villaggio è costituito da un'unica grande famiglia il cui cuore è la casa tradizionale ancestrale chiamata Tongkonan. La società Toraja dava anche, in origine, un grande rilievo alle classi sociali, separando i nobili, i comuni e gli schiavi (la schiavitù fu abolita dall'amministrazione coloniale olandese nel 1909). Ma la traccia più visibile di questa società tradizionale unica si ritrova nei riti funebri che occupano un posto capitale nella vita dei Toraja e sono particolarmente spettacolari.

Riti funebri dei Toraja

Chi sono i Toraja?

Un funerale ufficiale può svolgersi molto tempo dopo la morte, poiché è necessario accumulare una grande quantità di ricchezze (in particolare animali da sacrificio) per onorare la memoria del defunto. La caratteristica unica dei Toraja è la sepoltura in tombe scavate nelle scogliere, con balconate dove sono collocate bambole a effigie dei defunti. Ogni cripta ospita i membri di una stessa famiglia. I tau-tau (parola derivata da tau o to, "persona"), effigi in legno, sono collocate in nicchie accanto ai sepolcri. Scolpite a immagine dei defunti, esse onorano il loro ricordo. Così i vivi possono contemplare i morti e viceversa.

Le feste funebri riuniscono spesso fino a diverse migliaia di persone. I rituali mortuari danno luogo a numerosi sacrifici di bufali. I Torajas credono che i bufali accompagnino il defunto nel paese dei morti. Per aiutarlo a mantenere il suo rango nell'aldilà, ne vengono immolati il maggior numero possibile, segno di prestigio. Alla luce dei riti funebri, miti e credenze, il culto dei morti nel paese toraja è estremamente complesso e affascinante. Va inoltre segnalata la tradizione di magnifiche danze e canti comunitari durante le cerimonie.

L'economia del paese Toraja

L'economia del paese Toraja è essenzialmente agricola (riso, manioca e mais) così come l'allevamento, ma è anche in questa regione che cresce un eccellente caffè, famoso in tutto il mondo. Infine, a partire dagli anni '80, il turismo è diventato un'importante fonte di reddito.

Charlène Nomadays
Redattrice SEO di lungo corso di Nomadays, diventata content manager e responsabile del polo comunicazione, Charlène accompagna l'avventura sin dagli inizi con passione e dedizione. Dopo aver vissuto sette anni in Asia – dalla Cina alla Tailandia, passando per la Mongolia e la Corea del Sud – ha fatto del viaggio un modo di essere nel mondo. Innamorata delle parole, della natura e degli incontri, si dedica a trasmettere nei suoi testi una visione sensibile, consapevole e responsabile del turismo. Ogni articolo è per lei un ponte tra curiosità, rispetto e meraviglia.

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