Zoom su 4 gruppi etnici dell'Indonesia

Zoom su 4 gruppi etnici dell'Indonesia

Zoom su 4 gruppi etnici dell'Indonesia

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Vasto arcipelago dalle mille sfaccettature, l'Indonesia non finisce di sorprendere per la sua diversità etnica e culturale. Frutto di un ricco passato storico, il paese è sempre stato al centro degli scambi c

13 giugno 2018

Vasto arcipelago dalle mille sfaccettature, l'Indonesia non finisce di sorprendervi con la sua diversità etnica e culturale. Frutto di un ricco passato storico, il paese è sempre stato al centro degli scambi commerciali e culturali del Sud-Est asiatico. Arabi, Indiani, Cinesi ed Europei contribuirono inoltre a diffondere le loro culture all'interno delle isole indonesiane. Questo melting pot è alla base delle incredibili differenze nei modi di vivere e nelle credenze che caratterizzano il quotidiano dei popoli dell'arcipelago. Ecco quindi quattro gruppi etnici indonesiani che continuano a stuzzicare la curiosità dei viaggiatori!

I Batak

Batak dell'isola di Samosir, Sumatra, foto © Lenisecalleja Photography via Shutterstock
Batak dell'isola di Samosir
, Sumatra, foto © Lenisecalleja Photography via Shutterstock

Situati nel nord di Sumatra, i Batak formano un'etnia che raggruppa circa 6 milioni di persone. Divisi in sei gruppi diversi che discendono dagli stessi antenati, non parlano la stessa lingua e non possiedono le stesse usanze. La loro società patriarcale si costituisce di numerosi clan chiamati marga. Per consolidare alleanze, i matrimoni sono autorizzati solo tra membri di clan diversi e la donna si integra nel clan del marito.

Un tempo animisti e cannibali, la maggioranza dei Batak rimane protestante, mentre al Sud una minoranza professa l'islam. Tuttavia, tutti continuano a praticare l'adat, ovvero i riti animisti che celebrano il culto degli antenati.

I Batak sono un popolo guerriero molto orgoglioso. Del resto, la loro presenza all'interno dell'esercito indonesiano è molto importante.

Rimasti a lungo isolati dal resto dell'arcipelago e dall'influenza europea, i Batak possiedono un artigianato raffinato. L'architettura delle loro case di legno tradizionali è inoltre molto celebre. Alcuni vi vedono nella forma speciale del tetto una sella di cavallo, una barca o una vela. Decidete voi pure!

I Minangkabau

Minangkabau, a Padang, foto © KiwiGraphy Studio via Shutterstock
Minangkabau, a Padang, foto © KiwiGraphy Studio via Shutterstock

Società matriarcale tra le più importanti al mondo, l'etnia Minangkabau vive a ovest di Sumatra, così come sulle isole di Riau. Si contano circa 6 milioni di abitanti appartenenti a essa. Inoltre, i Minangkabau sono presenti anche in Malesia. La maggioranza di essi professa l'islam.

« Minang » significa « vittorioso » e « kabau » vuol dire « bufalo ». Questo nome deriverebbe infatti da una leggenda che racconta il combattimento di due bufali, uno appartenente ai Minangkabau e l'altro al regno del Majapahit. Poiché la vittoria spettò ai primi, questi decisero di fare dell'animale il loro emblema sacro. Del resto, se ne trovano i segni ovunque, soprattutto nella cultura dei Minangkabau. Ad esempio, i tetti delle loro case tradizionali assumono la forma di corna di bufalo.

In questo popolo, sono le donne a governare! Esse sono quindi le uniche a poter possedere terre e beni immobili e mobili. Gli uomini devono partire per fare fortuna e vengono spinti sin dalla più tenera età a viaggiare e scoprire il mondo. Questa è inoltre una delle ragioni per cui numerosi intellettuali e personalità politiche hanno origini Minangkabau! L'etnia partecipò attivamente all'Indipendenza indonesiana dopo la Seconda Guerra Mondiale.

È in particolare molto riconosciuta per la sua cultura culinaria e artistica. Le si deve così il rendang, il soto e il sate Padang! Una delizia per il palato! Dal punto di vista artistico, il Randai è parimenti originario della regione Minangkabau. Miscela armoniosa di danze, arte marziale e messa in scena, contribuisce fortemente al prestigio culturale di questo popolo in Indonesia.

I Sasak

Una donna Sasak che tesse un ikat, Lombok, foto © I AM CONTRIBUTOR via Shutterstock
Una donna Sasak che tesse un ikat, Lombok, foto © I AM CONTRIBUTOR via Shutterstock

Etnia più diffusa sull'isola di Lombok, i Sasak sono principalmente agricoltori. Divisi in due gruppi distinti, ossia i Wetu Telu con usanze animiste e i Wetu Lima, raggrupano circa 2,5 milioni di abitanti. La loro cultura sussistenziale si compone principalmente di riso, noce di cocco, canna da zucchero e caffè.

Una grande parte dei Sasak è musulmana, diversamente dai Balinesi che sono induisti. La loro lingua è molto simile a quella parlata a Bali e Sumbawa. Tuttavia il dialetto varia a seconda della regione.

I Sasak sono inoltre molto conosciuti per la loro festa annuale Bau Nyale che si tiene generalmente a febbraio o marzo. Si tratta di un rituale celebrato a favore dei prossimi raccolti di riso e che implica l'apparizione dei nyale. Sono vermi marini che i Sasak pescano e assaggiano per festeggiare i prossimi e abbondanti raccolti. Non perdetevela se ne avete l'occasione!

I Dayak

Donne Dayak durante un festival a Jakarta, foto © Dani Daniar via Shutterstock
Donne Dayak durante un festival a Jakarta, foto © Dani Daniar via Shutterstock

Popolo indigeno emblematico del Borneo, i Dayak formano una delle etnie più conosciute dell'Indonesia. Principalmente localizzato a Kalimantan, il paese Dayak rimane una delle destinazioni più interessanti dell'Indonesia.

Conosciuti come antichi guerrieri cacciatori di teste, si sono gradualmente convertiti al cristianesimo. Tuttavia, le credenze animiste continuano a essere fortemente radicate nello spirito collettivo e nelle usanze locali.

La cultura Dayak è molto ricca e variegata. Raggruppa danze tradizionali, rituali pagani e cerimonie funebri tradizionali. Il dialetto locale varia inoltre a seconda della regione. C'è così tanto da scoprire di essa!

Charlène Nomadays
Redattrice SEO fin dall'inizio presso Nomadays, divenuta content manager e responsabile del polo comunicazione, Charlène accompagna l'avventura sin dai suoi esordi con passione e fedeltà. Dopo aver vissuto sette anni in Asia – dalla Cina alla Tailandia, passando per la Mongolia e la Corea del Sud – ha fatto del viaggio una maniera di essere nel mondo. Amante delle parole, della natura e degli incontri, si dedica a trasmettere nei suoi testi una visione sensibile, consapevole e responsabile del turismo. Ogni articolo è per lei un ponte tra curiosità, rispetto e meraviglia.

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